Drastik Queen:

Drastik: drastico, efficace, altamente energico nella volontà di affermarsi. 
Queen
: Regina, colei che è a capo di un gruppo, comunità o progetto.
DRASTIK QUEEN
: le altamente energiche regine del palcoscenico che danno vita a un cabaret entertainment show intrattenendo con uno spettacolo tra i più drasticamente unici, ognuna con un background che affonda nella ricerca del proprio personaggio, dello stile, della ricercatezza degli abiti da scena e del divertente coinvolgimento del pubblico.

(Laura Gioia Grassi)

Bio:

Tutto ebbe inizio nel lontano 1997 un pomeriggio presso il Circolo ARCI G.A.O. Pisa (che adesso non esiste più, ne come circolo, ne come locale) tra un caffé ed una coca cola, nel pieno della disperazione per aiutare a risolvere il debito di 10 milioni di vecchie lire che il locale aveva (lasciatoci in consegna dalla gestione precedente…). Qualcuno ebbe un’idea: “…e se facessimo degli spettacoli in playback?”… Perché no?! Eravamo quattordici persone, ognuno si preoccupò di fare qualcosa, chi ballava, chi cantava, chi presentava, chi si occupava della parte tecnica, chi invitava questo o quello ad assistere allo spettacolo. Andò così bene che dovemmo fare diverse repliche aiutandoci con un grosso televisore (forse a valvole!) per la proiezione in diretta nella stanza accanto (il locale era formato da due stanze). Fu allora che ci conoscemmo. Da subito si istaurò una forte complicità, alle volte telepatica, che si unì con il passare del tempo in una bella amicizia. Ma purtroppo il debito del locale era troppo grosso e un anno dopo il G.A.O. chiuse i battenti. Il gruppo di quattordici si disperse, mentre noi continuammo a frequentarci, a stare insieme. Malgrado fossimo rimasti orfani del circolo, pensammo bene di continuare a far gruppo, spettacolo e a divertirci. Qui nacque il nostro nome, “Drastik Queen”, volendo fare un omaggio prendemmo spunto dalle lesbiche separatiste: “Non siamo lesbiche drastiche, ma drag queen separatiste”. Inizialmente, come per molte altre drag, la voglia di divertirsi era nettamente superiore ai nostri mezzi a disposizione, quindi raccattavamo abiti usati di qualche vecchia baraccona americana ai mercatini, compravamo i trucchi nei grandi magazzini, e facevamo scorta di parrucche nel periodo di carnevale. Eravamo sicuramente molto più belle dentro che fuori. La nostra missione era quella di far divertire, divertendoci, il pubblico attonito che ci guardava come se fossimo degli alieni; cercavamo di utilizzare un’ironia fresca e coinvolgente, considerando che il pubblico era già stanco delle solite imitazioni delle regine della canzone italiana. Ma anche questo non era abbastanza, non si trattava solo di far divertire ma anche di trasmettere un’emozione. Forse è stato qui che abbiamo realizzato cosa per noi volesse dire essere delle Drag Queen. Perché accontentarsi di ironizzare su un brano celebre quando si poteva colpire di più coinvolgendo gli spettatori anche con riferimenti legati alla tradizione cultural-popolare. Da qui nascono i primi spettacoli legati al vernacolo locale fino a realizzare dei ritratti parodistici e paradossali della società italiana. Questo fece di noi “dei diversi nella nostra diversità”. Fu questo lo spirito che colpì una matta che girava l’Italia su un’Ape50 leopardata, tale Genny Random che ebbe la malaugurata idea di portarci con lei sulla riviera romagnola. Questa fu la nostra prima volta fuori dalla Toscana che iniziò, oltre che una serie di serate in tutta Italia, una bella amicizia con Genny che si è rivelata anche una splendida collaborazione sfociata nel “Coast to Coast”. Questa nuova situazione ci costrinse a migliorare il nostro modo di concepire ed elaborare spettacoli non più mirati solo ad un pubblico esclusivamente omosessuale, ma indirizzati verso uno più eterogeneo. Il “Cost to Coast” era una manifestazione itinerante dove cinque Drag Queens giravano per l’Italia su una roulotte leopardata rigorosamente “en travesti”, prendendo ispirazione dal celebre film “Priscilla, la regina del deserto”. La novità non era solo lo spettacolo in se, ma soprattutto l’insieme di elementi diversi tra loro che offrivano uno “spettacolo nello spettacolo”, con canzoni dal vivo, scenette “ad personam” e con un’ambientazione salottistica della roulotte sempre aperta a tutti all’interno del locale ospite. Ad ampliare la nostra visibilità è stato il format televisivo “2000- Fatti e Personaggi” che ha fatto conoscere le Drastik Queen di giorno e di notte, sottolineando il lavoro non solo artistico che c’è dietro una Drag. L’esperienza televisiva si è poi ripetuta tre anni dopo con un servizio delle “Iene” sui Gay Pride, a cui le Drastik Queen non hanno mai mancato di partecipare. Un’altra situazione che ci ha permesso di migliorare è stata la proposta di Zelig, due ore di spettacolo nel tempio del divertimento italiano dove abbiamo tirato fuori una parte di noi mai sperimentata: il cabaret, il teatro, ovvero quella parte di spettacolo che nei classici drag show viene usata molto marginalmente. Ci siamo ritrovati a scrivere di nostro pugno dei testi che potessero essere all’altezza della situazione senza dimenticare la nostra identità, siamo dovuti diventare autori, registi, sceneggiatori, scenografi e coreografi (costumiste lo eravamo già..). Qui nasce “Colabroadway, lo spettacolo che fa acqua da tutte le parti”, un pout-pourri di immagini, brani e scene deliranti con personaggi e situazioni che si avvicendano sul palco, dove in un primo momento i protagonisti delle favole si rincorrono in dissacranti episodi fino ad evolvere in altrettanto delirante talk show con ospiti del mondo dello spettacolo visti in chiave surreale. Zelig non ha voluto dire sentirsi affermati, ben altro, ci ha dato una forte spinta a continuare a fare meglio e a migliorarci...E’ stata una conferma semmai, una battaglia vinta con noi stessi (una battaglia, non una guerra!), con la nostra voglia di divertirci e divertire. Forse non sempre ma a sentir le risa, pare che gli spettatori si siano divertiti, che abbiano trovato in noi qualcosa che valga la pena di trattenersi e distrarsi. Non è stato facile e non sempre è stato divertente, abbiamo dato fondo alle nostre forze e, qualche volta con un po’ di nervosismo e aria di buttar tutto, facendo leva sulla nostra stretta amicizia e poi sulla nostra unione artistica, ci siamo rimboccate le maniche e siamo andati avanti. Come si faccia a tirar fuori uno spettacolo forse non lo sappiamo ancora, crediamo basti scrivere, mettere insieme delle idee carine, dei momenti vissuti insieme, delle cose insomma. Grazie a tutti quelli che ci hanno dato fiducia, ma soprattutto grazie anche a quelli che non ce l’hanno data o mai avevano pensato che saremmo arrivati fin qua. Il nostro sodalizio in tutti questi anni è stato quasi matrimoniale, siamo rimasti insieme uniti dalla voglia di divertirci oltre che da una grande amicizia... Siamo finora riusciti a realizzare cose interessanti, riuscendo a farci conoscere da sempre molta più gente e toccando le platee di molti locali e luoghi per tutta l’Italia (isole comprese!). In tutti questi anni abbiamo incontrato e conosciuto molte persone e artisti con i quali abbiamo stretto ottimi rapporti di amicizia e collaborazioni artistiche, anche se pochi ci hanno supportato per il solo piacere di farlo e senza secondi fini, quando in “terra nostra” trovavamo solo porte chiuse. Questo perché nel modo di esprimere la nostra arte abbiamo sempre detto quello che pensavamo del contesto gay di cui facciamo scomodamente parte (satira?).